L'Istituto

La difesa politica

Proprio come, nell’ottica religiosa, l’Uomo viveva in un Paradiso Terrestre, aveva attraversato un’odissea di sofferenza e poteva riconquistare il Paradiso perduto solo combattendo per la Vera Fede e per la Vera Chiesa, così, nell’ottica rivoluzionaria delle moderne ideologie totalitarie, il Paradiso delle origini ( cioè il comunismo, per i marxisti, o l’antica purezza e potenza della Razza Eletta per i nazisti ) poteva essere riconquistato e trasformato in una realtà politica ( “Regno della Libertà” di Marx o il “Nuovo Ordine” di Hitler ) solo sacrificandosi totalmente per la Rivoluzione ed i suoi Giusti Profeti ( da Marx a Mao, da Fiche a Hitler ) e combattendone i nemici fino all’ultimo sangue.

Le Guerre Sante cristiane e islamiche e l’ossessiva persecuzione degli eretici e dei miscredenti furono così inconsciamente trasformate, dai movimenti totalitari e fanatici contemporanei (fascisti, comunisti e, oggi, islamisti e terzomondisti ) nelle loro guerre rivoluzionarie e nella loro ossessiva persecuzione dei dissenzienti.

Le moderne versioni politiche e materialistiche del fanatismo religioso, tuttavia hanno ben presto rivelato la loro intrinseca debolezza e precarietà. Anzitutto, esse non potevano rinnovare la promessa più seducente delle profezie religiose, cioè l’immortalità dei seguaci della Vera Fede.

Inoltre, mentre le promesse religiose assicuravano una felicità ultraterrena che nessuno poteva controllare o verificare, le promesse dei movimenti totalitari del Novecento erano verificabili dall’esperienza individuale e dall’analisi storica. Perciò, dopo oltre sessant’anni di fallimenti sanguinosi, i Millenni politici (sia di destra che di sinistra ) hanno perduto ogni fascino, almeno nelle loro culla storica ( l’Europa e i paesi industrializzati ) e sopravvivono solo in alcune aree di sottosviluppo come i paesi islamici, ove hanno potuto saldarsi con fanatismi religiosi ancora virulenti.

L’attuale crisi mi appare perciò, in questa prospettiva, non semplicemente come l’ultima della lunga serie di crisi che ha costellato il corso della storia umana, ma come la prova più drammatica che l’Uomo abbia dovuto fronteggiare dai tempi dei suoi primordi neandertaliani: questa crisi, infatti, minaccia il modello basilare della cultura umana quale si è strutturato e perpetuato da 100.000 anni ad oggi, attraverso la rimozione della morte e l’elaborazione espiatoria e persecutoria dell’angoscia di morte.